Dentista Chioggia: Sesso Orale e Dentista

Dentista Chioggia: Sesso Orale e Dentista

Rispondo ad una domanda di una giovane paziente che mi ha strappato un sorriso ma apre un argomento molto serio. Innanzitutto approvo con piacere che giovani pazienti chiedano consigli a medici su argomenti considerati delicati.

“Dottore il sesso orale mi può provocare problemi in bocca?”

Il sesso orale comporta l’uso della bocca, delle labbra e/o della lingua per stimolare il pene (fellatio), la vagina (cunnilingus), o l’ano (anilingus) di un partner sessuale.

Un sondaggio condotto nel periodo 2007-2010 ha rilevato che il 33% di ragazzi e ragazze di età compresa tra 15 e 17 anni ha riferito di aver avuto rapporti orali con un partner del sesso opposto.

Non sempre, però si conoscono i rischi a cui si ricorre senza la corretta informazione.

Quali sono i rischi del sesso orale?

Sono varie le malattie a trasmissione sessuale e tutte possono essere trasmesse anche tramite sesso orale.

Chi entra in contatto con un partner infetto può subire un’ infezione alla bocca, alla gola, ai genitali o al retto.

Il rischio di contrarre una malattia dipende sempre dall’agente infettivo stesso, dalla tipologia di atto sessuale, dal numero di atti sessuali, dalle difese immunitarie del soggetto ricevente.

E’ quindi possibile contrarre malattie sessualmente trasmissibili alla bocca o alla gola facendo del sesso orale con un partner che ha un’infezione genitale o anale / rettale, più frequentemente quando si fa del sesso orale con un partner con il pene infetto.

E’ possibile anche l’opposto, ovvero è possibile contrarre alcune malattie sessualmente trasmissibili sul pene (e, eventualmente, su vagina, ano o retto) quando si fa del sesso orale con un partner con una infezione alla bocca o alla gola.

Quali patologie possono essere trasmesse con il sesso orale?

Le patologie trasmissibili praticando il sesso orale oltre alle più note HIV ed Epatite C, sono Clamidia, Gonorrea, Sifilide, Herpes, Papilloma Virus

HIV: il virus HIV è ritenuto il responsabile della sindrome AIDS, è un virus ampiamente diffuso e molto temuto perchè nonostante i grandi passi avanti nella terapia dell’AIDS non esiste ad oggi una cura che permetta di eliminare con sicurezza il virus.

Epatite C: Virus dell’Epatite C è responsabile del 70% delle epatiti virali croniche. La trasmissione avviene per iniezione di sangue infetto o per via sessuale. Il sesso orale è considerato a basso rischio: il virus è presente nella saliva, ma il bacio non è un’attività a rischio, a meno che entrambi i partner non abbiano tagli nella bocca o gengive sanguinanti.

Clamidia: La clamidia è una infezione sessualmente trasmissibile tra le più comuni, causata da un batterio intracellulare obbligato, Chlamydia trachomatis. Anche se le manifestazioni sintomatiche sono molto leggere, tanto da non essere spesso riconosciute dalle persone che ne sono colpite, le conseguenze a carico dell’apparato riproduttivo, specie femminile, possono essere molto gravi. Nella maggior parte dei casi l’infezione interessa le donne, soprattutto le adolescenti e le giovani sessualmente attive. Dal 10 al 40% delle donne con infezione non trattata sviluppano la malattia infiammatoria pelvica (pelvic inflammatory disease, PID) che può condurre alla sterilità.

Nel sesso maschile, l’infezione può interessare l’epididimo, causando dolore e febbre.

La clamidia si trasmette generalmente attraverso i rapporti sessuali di ogni tipo, vaginali, anali e orali. La clamidia è asintomatica nella grande maggioranza dei soggetti infettati, si stima oltre il 70% delle donne e il 50% degli uomini. I sintomi sono secrezioni e prurito genitale.

Sifilide: infezione da Treponema Pallidum. La trasmissione è tramite rapporti sessuali. Generalmente ha manifestazioni genitali con ulcere indolore e condilomi, a livello orale si manifesta con placche sulle mucose.

Gonorrea: è una infezione batterica. La più frequente a trasmissione sessuale. La trasmissione è per via sessuale genitale, rettale e faringea. Statisticamente il 50% delle donne infette è asintomatica, gli uomini il 25%. E’ caratterizzata da secrezioni purulente genitali e bruciore alla minzione.

Herpes: Responsabile di questa infezione, il virus noto come Herpes Simplex Virus (HSV) esiste in due forme:

• Il virus di tipo 1 (HSV-1) responsabile della maggior parte degli herpes corrisponde generalmente all’herpes labiale, ovvero alla classica “febbre del labbro”. Tuttavia, l’herpes può anche svilupparsi su altre parti del viso, ad esempio gli occhi;

• Il virus di tipo 2 (HSV-2) corrisponde nella maggioranza dei casi all’herpes genitale. Colpisce solitamente i genitali, ma può anche svilupparsi su cosce e glutei.

Esistono tuttavia sempre più attestazioni di infezione da virus di tipo 1 a livello genitale, in particolare nelle giovani donne. Questo virus può essere trasmesso anche in assenza di manifestazioni visibili, come la famosa “febbre del labbro”. Secondo i recenti studi effettuati dai centri per le diagnosi delle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MST), il 20% dei casi di herpes genitale dignosticati sono legati al virus HSV-1.

Il sesso orale aumenta il rischio di infezione

Perché questi virus si delocalizzano? Recentemente, alcuni ricercatori dell’università di Pittsburgh hanno tentato di spiegare i fattori di rischio legati a questo tipo di infezione2 intervistando oltre 1.200 donne di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Risultato: le donne che avevano rapporti sessuali vaginali e orali correvano un rischio di contrarre il virus HSV-1 sei volte maggiore rispetto alle donne sessualmente non attive. Per quelle donne che praticavano unicamente del sesso orale senza penetrazione vaginale, il rischio era addirittura otto volte più alto.

Papilloma Virus: L’infezione da Hpv è estremamente frequente nella popolazione: si stima, infatti, che fino all’80% delle donne sessualmente attive si infetti nel corso della propria vita con un virus Hpv di qualunque tipo, e che oltre il 50% si infetti con un tipo ad alto rischio di sviluppare forme tumorali. Il virus Hpv si trasmette per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose. I microtraumi che avvengono durante i rapporti sessuali potrebbero favorire la trasmissione. La trasmissione attraverso contatti genitali non penetrativi è possibile, pertanto l’uso del preservativo, sebbene riduca il rischio di infezione, non lo elimina totalmente dal momento che il virus può infettare anche la cute non protetta dal profilattico. La prevenzione primaria è la vaccinazione. L’efficacia clinica del vaccino è stata valutata in donne tra 16 e 45 anni e oltre. L’efficacia vaccinale nel prevenire le lesioni precancerose correlate ai tipi contenuti nel vaccino è stata del 90-100% nelle donne che non erano state infettate dai tipi di Hpv contenuti nel vaccino; l’efficacia si riduce a circa il 50% se si considerano anche le donne infettate con almeno uno dei tipi di Hpv contenuti nel vaccino, e quelle che non avevano completato il ciclo vaccinale. Pertanto, per garantire la massima efficacia della vaccinazione, l’Oms raccomanda di immunizzare le ragazze prima del debutto sessuale [13], indicando le preadolescenti tra i 9 e i 13 anni di età come target primario della vaccinazione.

Come Prevenire?

È possibile ridurre la probabilità di contrarre o diffondere malattie sessualmente trasmissibili utilizzando un preservativo.

Per il sesso orale sull’organo genitale maschile è importante coprire il pene con un preservativo, utilizzare preservativi al poliuretano se uno dei due partner manifesta allergie al lattice.

Sull’organo genitale femminile o sull’ano si consiglia di utilizzare una diga dentale o di tagliare un preservativo, per ricavarne un quadrato e metterlo tra la bocca e la vagina del partner.

Se si è sessualmente attivi, è possibile tener conto di alcuni fattori che riducono la probabilità di contrarre una malattia sessualmente trasmissibile:

Essere in una relazione a lungo termine reciprocamente monogama con un partner che non è stato infettato (per esempio, un partner che è stato testato e ha i risultati dei test negativi).

Utilizzare il preservativo ogni volta che si hanno rapporti sessuali.

E ‘importante ricordare che molti individui infetti possono essere inconsapevoli della loro infezione, perché molte malattie a trasmissione sessuale spesso non hanno sintomi e non vengono riconosciute.

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