Dentista Chioggia: Cosa ho in bocca? Devitalizzazione

Dentista Chioggia: Cosa ho in bocca? Devitalizzazione

La devitalizzazione o in termini medici Terapia Canalare consiste nell’asportazione della polpa dentale (nervo del dente) dall’interno di un dente.

La terapia canalare (devitalizzazione) si esegue a seguito di un infiammazione della polpa dentale (nervo del dente) conseguente a carie o trauma.

L’infiammazione della polpa dentale (nervo del dente) si chiama pulpite ed è caratterizzata dal rigonfiamento della polpa dentale all’interno della radice con dolore acuto-lancinante scarsamente trattabile con farmaci antinfiammatori e antidolorifici ad azione periferica.

I farmaci appena indicati non funzionano efficacemente durante la fase acuta della pulpite perchè il rigonfiamento della polpa dentale oltre alla compressione dolorosa del nervo del dente chiude anche l’afflusso sanguineo con impossibilità dei farmaci di raggiungere la sede infiammata.

L’unica terapia risolutiva immediata è chirurgica ovvero la devitalizzazione, l’apertura del dente e l’asportazione del tessuto infiammato.

La devitalizzazione permette di salvare il dente, di non doverlo estrarre sacrificando la sua componente vitale (il nervo).

Una pulpite non curata oltre ad essere molto dolorosa può provocare ascessi o infezioni croniche come i granulomi radicolari.

Le fasi di una devitalizzazione sono le seguenti:

  1. anestesia
  2. isolamento del campo operatorio
  3. apertura della camera pulpare (foro al centro del dente)
  4. rimozione meccanica e chimica della polpa
  5. sigillatura della camera pulpare rimasta vuota
  6. otturazione foro d’accesso
  7. ricopertura con corona dentale (capsula)

Il successo di questo tipo di trattamento dipende molto dalla tempestività dello stesso e dalla rimozione efficace di tutto il tessuto infetto.

Purtroppo è una terapia che in molte sue fasi avviene alla cieca da parte del dentista, ovvero tramite tecniche di misurazione e valutazione indirette. Nello specifico la rimozione completa del tessuto pulpare non è visibile o rilevabile in alcun modo, il raggiungimento dell’apice dentale tramite gli strumenti di pulizia e rimozione della polpa è misurabile tramite strumenti elettromedicali ma non rilevabile a vista e così anche la sigillatura della radice.

Tutto ciò porta la tarapia canalare ad avere un successo di circa l’ 85%  .

Rimane tuttavia una terapia essenziale che nella maggior parte dei casi permette di recuperare un dente altrimenti da estrarre.

A seguito della devitalizzazione il dente perde la sua sensibilità al caldo ed al freddo (sensibilità termica) ma mantiene la sua sensibilità alla pressione in quanto quest’ultima è legata all’innervazione esterna del dente che rimane integra dopo il trattamento.

Il dente senza nervo è un dente disidratato che rispetto ad un dente non trattato ha un maggior rischio di frattura. Questa evenienza può essere drasticamente ridotta con la ricopertura del dente tramite una capsula o una ricostruzione adesiva circonferenziale del dente.

Come si valuta una devitalizzazione fatta bene? I criteri principali sono assenza di dolore al dente, sigillatura radicolare ad apice visibile radiograficamente ed assenza di radiotrasparenze a 3 settimane dalla cure e per tutto il periodo successivo.

Su questi criteri tra clinici si potrebbe discutere per ore ed il motivo sostanziale è che la terapia canalare, come già detto in precedenza, è una cura alla cieca !

Tuttavia questo è quello che la maggior parte dei dentisti valuta in una devitalizzazione.

E’ importante infine sottolineare che una terapia canalare andrebbe controllata radiograficamente almeno ogni due anni per valutare la stabilità della cura.

Costo 200 / 300€ a seconda del numero di canali radicolari da trattare, esistono però oggi soluzioni che permettono spese esigue a fronte di grandi benefici per i pazienti vedi www.assistenzamedicasolidale.com

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